lunedì 23 luglio 2007

Venerdì.

Esco dall'ufficio due ore dopo esserci entrata, causa inefficienza dell'antidolorifico e degli altri quindici medicinali che ho in corpo.
Vedo sorci a pois e zebre verdi.
Porto il mio regale culo nei pressi dell'amena località di Piazza Napoli, e avendo parcheggiato di fronte al parucchiere, ma soprattutto avendo sugli occhi le mie doppie punte, entro.
Un'ora di attesa al rumore di phon e all'odore acido di tinture, per 5 minuti effettivi di taglio di capelli. Tant'è, il risultato è positivo.
La pressione sale, (reazione tipicamente femminile post messa in piega) e mi compro un biglietto per Modena. Arrivo sulle ginocchia, chiaramente, dato che col caldo la pressione è scesa e la messa in piega è andata a puttane.
Dopo due ore al parco, dove vedo scorrere litri di alcol che non posso avvicinare, approfitto di un passaggio verso casa, afflitta.

Bella sensazione avere le chiavi di casa di qualcun altro e sapere esattamente quale porta apre ognuna. Entrata nel portone sento bussare alle mie spalle, mi volto e vedo un dito medio che copre il sorriso di un amico che mi invita a far due chiacchiere, dato che lavora nell'enolibreria (per essere precisi) sotto casa.

Giusto il tempo di sniffare un Aulin e uccidere uno scarafaggio con il Bref - professional - entrare in questo posto che ancora non conoscevo (non ci si può allontanare dieci giorni che ti cambian le strade, eh). Dato che all'eno non potevo dedicarmi, l'attenzione era sulla libreria, che per il 5o per cento coincide pericolosamente con la mia. C'è pure un divano comodo comodo. E la connessione wi-fi. Chissà quanto vogliono per l'affitto.
Così la smetto di fare la coinquilina part-time, quella che la settimana corta la fa al contrario.
Poi torno a casa, e cerco di dormire.
E invece cazzi, perché...

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