Odio i lunedì, e questo non l'ho detto io, ma sottoscrivo.
Con la postilla che a me stanno sulle palle anche le domeniche.
In compenso gli altri cinque giorni della settimana sono un tenero gnocchino.
Ma oggi è una pessima, pessima giornata.
La sveglia ha cominciato a suonare alle cinque e mezzo, rimandata di cinque minuti in cinque minuti fino a che mi sono arresa, un'ora dopo, a lasciare il letto.
Freddo. (Morte e funerale, aggiungerebbero alcuni)
E nebbia.
E' terribile non vedere la strada, ma è anche peggio vedere uno che guida non vedendo la strada. Chiaramente il treno parte senza di me, e devo aspettare - da sola - quello successivo.
Che ha mezz'ora di ritardo.
No, davvero, non ce la posso fare.
lunedì 26 novembre 2007
mercoledì 14 novembre 2007
Dio, dammi la forza.
Ci libereremo di Mondo Marcio, perché arriveranno i nuovi frà armati di felpa azzurra a salvarci.
Analisi ragionata del testo:
- Adesso ha diciotto anni. Ma è quasi morto;
- Quando dice che vuole fare il cash, si riferisce ad un mucchietto di monete da 20 cent. Sarà una mezza citazione al suo guru, 50c?;
- Si è fatto un gruppetto due isolati più in là, perchè ha visto che lì nessuno lo voleva. La famosa trasmigrazione da lì a là
- Adesso si sveglia presto la mattina, come prima. Quindi qual è la differenza? Che ora lo fa per rubare i resti dai distributori di merendine?
- A 18 anni uno non è che può stare ancora ad ammazzare le giornate con i fra, di là, questi sono i suoi fra, questi di qua.
I fra si spostano;
- Non dire porca miseria quando senti Spitty "nella area". Sii più creativo;
- Lui sembra cattivo, ma ha un grande Cuuuuore. In compenso il cervello...)
- I bambini POVRI vanno guardati NELIOCHI. Così si distraggono e gli fotti il ricavato del lavaggio dei parabrezza?
- Lo sa che non è facile per loro,
ma neanche per lui, cazzo.
Pace e bene a tutti i gangsta.
Analisi ragionata del testo:
- Adesso ha diciotto anni. Ma è quasi morto;
- Quando dice che vuole fare il cash, si riferisce ad un mucchietto di monete da 20 cent. Sarà una mezza citazione al suo guru, 50c?;
- Si è fatto un gruppetto due isolati più in là, perchè ha visto che lì nessuno lo voleva. La famosa trasmigrazione da lì a là
- Adesso si sveglia presto la mattina, come prima. Quindi qual è la differenza? Che ora lo fa per rubare i resti dai distributori di merendine?
- A 18 anni uno non è che può stare ancora ad ammazzare le giornate con i fra, di là, questi sono i suoi fra, questi di qua.
I fra si spostano;
- Non dire porca miseria quando senti Spitty "nella area". Sii più creativo;
- Lui sembra cattivo, ma ha un grande Cuuuuore. In compenso il cervello...)
- I bambini POVRI vanno guardati NELIOCHI. Così si distraggono e gli fotti il ricavato del lavaggio dei parabrezza?
- Lo sa che non è facile per loro,
ma neanche per lui, cazzo.
Pace e bene a tutti i gangsta.
lunedì 12 novembre 2007
Un utile accessorio.
martedì 6 novembre 2007
giovedì 11 ottobre 2007
Op. cit.
Ama la verità, ma perdona l'errore.
Voltaire
Come dovrei imparare da chi ha più esperienza di me.
Voltaire
Come dovrei imparare da chi ha più esperienza di me.
lunedì 8 ottobre 2007
Il profilo di un amore.

Sei il mio pensiero fisso,
sei arrivato e m'hai travolta
con le tue labbra aperte in un sorriso,
con il dolore che ti porti dentro
e che si vede guardandoti negli occhi da vicino.
Per le cose che mi fai pensare,
che a volte me ne vergogno e che cerco di nascondere,
per te che invece le sai scoprire e ne rimani stupito senza scappare.
Per te che non m'aspettavo di trovare e che invece ti stavo cercando
per la tua risata che si rompe tra le mie mani e mi colora intorno;
mentre le lacrime che non vedi mi riempiono le notti che non ci sei
e la paura che il tuo volto si infranga
dimenticando la voce che non ho avuto il tempo di ricordare.
E non ti conosco, e ti conosco da sempre.
M'hai mischiato i pensieri.
Dannazione.
venerdì 5 ottobre 2007
Ok, ok: sono definitivamente fottuta.
Ma voi cantate insieme a me:
El, is for de uei iu luck et me
O, is for di onli uan ai sii
Vi is veri veri extraordineri
I, is iven mor den aniuan det iu ador
end LOV, is oll det ai chen ghiv tu iu
LOV, is mor den giast a gheim fot tu
Tuuu in lov chen meikit, teik mai art end plis dont breickit,
Lov, uos meid for mi end yuuuuuuu
El, is for de uei iu luck et me
O, is for di onli uan ai sii
Vi is veri veri extraordineri
I, is iven mor den aniuan det iu ador
end LOV, is oll det ai chen ghiv tu iu
LOV, is mor den giast a gheim fot tu
Tuuu in lov chen meikit, teik mai art end plis dont breickit,
Lov, uos meid for mi end yuuuuuuu
mercoledì 3 ottobre 2007
Anche.
IO: "Di colore sono i tuoi carri armatini di Risiko?"
LUI: "Gialli".
IO: "Anche i miei".
LUI: "Allora io userò i rossi e tu i gialli".
IO: "Da che parte del letto dormi?"
LUI: "Sinistra".
IO: "Anche io".
LUI: "Ti ho già lasciato i carri armatini".
Mi pare giusto.
LUI: "Gialli".
IO: "Anche i miei".
LUI: "Allora io userò i rossi e tu i gialli".
IO: "Da che parte del letto dormi?"
LUI: "Sinistra".
IO: "Anche io".
LUI: "Ti ho già lasciato i carri armatini".
Mi pare giusto.
martedì 2 ottobre 2007
Eò.
Mi piacciono gli oggetti che sembrano inutili e dal sapore vagamente antico: ventagli, clessidre, dadi di legno, ombrelli da pioggia e da sole, i bastoni da passeggio e le spade del mio bisnonno.
I gufi, le tende alle finestre e le audiocassette con la mia voce registrata, alzarmi prima della sveglia e non alzarmi dopo.
Enrico quando ride fortissimo, Valeria quando si spaventa.
Il sole d'autunno e le foglie rosse, gli alberi di Giuda, di mimosa e di ciliegio.
I kiwi e i mandarini e le albicocche, le margherite e i tulipani e i girasoli.
La parmigiana di mia mamma, le olive di Cerignola, il cioccolato e la cannella nel cappuccino.
Le persone che mi sorridono anche se non mi conoscono, guardare fuori dal finestrino, cantare in loop, le risposte e le domande intelligenti.
Non mi piacciono gli animali con più di quattro zampe, gli aghi delle siringhe, le mani sui muri, l'aggettivo "carino",
Non mangio i finocchi cotti, né pesce, né molluschi, né crostacei, né coniglio, né cavallo, né l'agnello quando non vedo dove stanno gli ossicini.
Le persone arroganti e quelle saccenti.
Le ditate sugli occhiali e le unghie troppo lunghe.
Non mi dovete toccare: naso, polsi, piedi e ombelico.
Non è difficile, in fondo.
I gufi, le tende alle finestre e le audiocassette con la mia voce registrata, alzarmi prima della sveglia e non alzarmi dopo.
Enrico quando ride fortissimo, Valeria quando si spaventa.
Il sole d'autunno e le foglie rosse, gli alberi di Giuda, di mimosa e di ciliegio.
I kiwi e i mandarini e le albicocche, le margherite e i tulipani e i girasoli.
La parmigiana di mia mamma, le olive di Cerignola, il cioccolato e la cannella nel cappuccino.
Le persone che mi sorridono anche se non mi conoscono, guardare fuori dal finestrino, cantare in loop, le risposte e le domande intelligenti.
Non mi piacciono gli animali con più di quattro zampe, gli aghi delle siringhe, le mani sui muri, l'aggettivo "carino",
Non mangio i finocchi cotti, né pesce, né molluschi, né crostacei, né coniglio, né cavallo, né l'agnello quando non vedo dove stanno gli ossicini.
Le persone arroganti e quelle saccenti.
Le ditate sugli occhiali e le unghie troppo lunghe.
Non mi dovete toccare: naso, polsi, piedi e ombelico.
Non è difficile, in fondo.
giovedì 20 settembre 2007
mercoledì 19 settembre 2007
A volte le cose sono così finte che sembrano vere.
Ieri ho scoperto il mio eroe per il prossimo trimestre.
Di solito Britney Spears compare solo nelle discussioni con il mio amico Sante.
E con Gaia.
E invece ieri sera su italia uno ecco un mega filmone che si sarebbe meritato a pieno titolo un bellissimo di rete 4: "Crossroads e poi una specie di sottotitolo che non ricordo".
Ahhhh, com'è cresciuta la nostra piccola Britney: lì non s'era sposata, non aveva figli, non aveva tette, e non era stata ancora rinchiusa per tossicodipendenza.
Ma diciamocelo, anche questa versione ha un suo perchè:
Se lo capite spiegatemelo, per favore.
Di solito Britney Spears compare solo nelle discussioni con il mio amico Sante.
E con Gaia.
E invece ieri sera su italia uno ecco un mega filmone che si sarebbe meritato a pieno titolo un bellissimo di rete 4: "Crossroads e poi una specie di sottotitolo che non ricordo".
Ahhhh, com'è cresciuta la nostra piccola Britney: lì non s'era sposata, non aveva figli, non aveva tette, e non era stata ancora rinchiusa per tossicodipendenza.
Ma diciamocelo, anche questa versione ha un suo perchè:
Se lo capite spiegatemelo, per favore.
giovedì 13 settembre 2007
... .- ... . -. - --
PuntoPuntoPuntoPunto
LineaPunto
PuntoPuntoPunto
Punto
LineaPuntoLinea
LineaLineaLinea
Saseko morse.
LineaPunto
PuntoPuntoPunto
Punto
LineaPuntoLinea
LineaLineaLinea
Saseko morse.
martedì 11 settembre 2007
lunedì 10 settembre 2007
E allora dillo.
All'inizio sono normale, poi lo vedo e:
1) comincio a balbettare
2) pronuncio una serie di "ehiiii" "siii?" "ma dai" tutti con sospiro finale,
3) mi guardo la punta delle scarpe,
4) mi tocco i capelli in continuazione.
E tutta un'altra serie di cose idiote.
La migliore, venerdì sera: era un'ora che gli trotterellavo davanti, chiacchierando con due ragazze (inaspettatamente simpatiche) appena conosciute.
Lui era lì, bello come sempre.
Gli passo davanti per entrare nel locale, con in mano un bicchiere da riempire, e mi inchioda con un "Ehi ciao!".
Al che mi parte un sorriso da un orecchio all'altro, mi volto preparandomi a rispondergli, ma lui è già girato dall'altra parte, verso i suoi amici.
Che però si stanno godendo la mia espressione da deficiente, mentre cerco di mistificare la delusione guardando fuori dal locale, come se stessi aspettando qualcuno. Che non c'è.
Ma cazzo.
Riempio il bicchiere, e alla fine vado via cercando di fare la figa, a braccetto di un mio amico.
Mi saluta anche adesso, ma faccio finta di niente, perché sono figa, appunto.
Ho resistito si e no 12 ore, poi gli ho mandato un sms particolarmente educato.
"Ritieni inopportuna l'idea di prendere un caffè tra oggi e domani?"
Che stile, che classe, e che vaghezza, signori!
Dopo sei ore in cui il sospetto di essermi definitivamente sputtanata diventa sempre più concreto, squilla il telefono. Si scusa per il ritardo con il quale mi ha risposto (carino, no?), poi mi dice che per il caffè è d'accordo (rullo di tamburi), ma che è PROBABILE che FORSE avrà da LAVORARE. (Ma come? Di domenica? Perché? Sei un prete?)
Comunque, mi ha risposto FORSE CHISSà PROBABILMENTE, sì.
Solo che io ho la febbre a 38 e mezzo.
...
Questo lo dico perché poi non l'ho più visto, e voglio che sembri a causa mia.
1) comincio a balbettare
2) pronuncio una serie di "ehiiii" "siii?" "ma dai" tutti con sospiro finale,
3) mi guardo la punta delle scarpe,
4) mi tocco i capelli in continuazione.
E tutta un'altra serie di cose idiote.
La migliore, venerdì sera: era un'ora che gli trotterellavo davanti, chiacchierando con due ragazze (inaspettatamente simpatiche) appena conosciute.
Lui era lì, bello come sempre.
Gli passo davanti per entrare nel locale, con in mano un bicchiere da riempire, e mi inchioda con un "Ehi ciao!".
Al che mi parte un sorriso da un orecchio all'altro, mi volto preparandomi a rispondergli, ma lui è già girato dall'altra parte, verso i suoi amici.
Che però si stanno godendo la mia espressione da deficiente, mentre cerco di mistificare la delusione guardando fuori dal locale, come se stessi aspettando qualcuno. Che non c'è.
Ma cazzo.
Riempio il bicchiere, e alla fine vado via cercando di fare la figa, a braccetto di un mio amico.
Mi saluta anche adesso, ma faccio finta di niente, perché sono figa, appunto.
Ho resistito si e no 12 ore, poi gli ho mandato un sms particolarmente educato.
"Ritieni inopportuna l'idea di prendere un caffè tra oggi e domani?"
Che stile, che classe, e che vaghezza, signori!
Dopo sei ore in cui il sospetto di essermi definitivamente sputtanata diventa sempre più concreto, squilla il telefono. Si scusa per il ritardo con il quale mi ha risposto (carino, no?), poi mi dice che per il caffè è d'accordo (rullo di tamburi), ma che è PROBABILE che FORSE avrà da LAVORARE. (Ma come? Di domenica? Perché? Sei un prete?)
Comunque, mi ha risposto FORSE CHISSà PROBABILMENTE, sì.
Solo che io ho la febbre a 38 e mezzo.
...
Questo lo dico perché poi non l'ho più visto, e voglio che sembri a causa mia.
mercoledì 5 settembre 2007
Ad libitum.

Per avere un bel portfolio devi essere in una bella agenzia
Per entrare in una bella agenzia devi avere un bel porfolio
Per avere un bel portfolio devi essere in una bella agenzia
Per entrare in una bella agenzia devi avere un bel porfolio
Per avere un bel portfolio devi essere in una bella agenzia
Per entrare in una bella agenzia devi avere un bel porfolio
venerdì 31 agosto 2007
Presto nei cinema.
Una storia d'amore che finisce...ah no scusate, sono almeno due.
DUE STORIE D'AMORE che finiscono, possono portare a compiere gesti estremi: ascoltare Tiziano Ferro e scattare foto come un maniaco ossessivo compulsivo di Osaka.
Ce la farà la nostra protagonista a sopravvivere?
Ma la nostra protagonista, chi è?
E chi sono tutti quegli ambigui personaggi?
Sono tutti protagonisti?
Domandavatevelo, su Rieducational Chanalon.
martedì 28 agosto 2007
sabato 25 agosto 2007
Paga anche chi non rompe.
Il caldo è sopportabile, ho trovato il modo di sedermi nel passaggio di un filo di vento.
Mi guardo intorno e cerco di raccattare quello che porterò via e quello che lascerò per il mio ritorno.
Casa mia, vuota.
E mi viene da svuotarmi anche io, ma accendo un'altra sigaretta.
Dopo i giorni in una tenda tra le altre, a ridere bere mangiare spiaggia sole senza ustioni, non mi ci voleva questa doccia fredda.
Per niente.
Parlo per sentire bene quello che dico, ma quello che dico non serve.
Ne ho le tasche piene.
Mi guardo intorno e cerco di raccattare quello che porterò via e quello che lascerò per il mio ritorno.
Casa mia, vuota.
E mi viene da svuotarmi anche io, ma accendo un'altra sigaretta.
Dopo i giorni in una tenda tra le altre, a ridere bere mangiare spiaggia sole senza ustioni, non mi ci voleva questa doccia fredda.
Per niente.
Parlo per sentire bene quello che dico, ma quello che dico non serve.
Ne ho le tasche piene.
giovedì 2 agosto 2007
martedì 31 luglio 2007
Buscame
Arrivo a mezzanotte in una città che non è mia e che non si aspetta di vedermi:
e non so cosa farò, ma persino l'idea di vagare alla ricerca di un letto mi sembra meno faticosa di trascorrere il tempo nella mia stanza in subaffitto a chilometri da qui. Compro da mangiare, risolvendo un problema alla volta, cammino per strade imparate a memoria fino all'appartamento che mi ha ospitata negli ultimi quattordici fine settimana. Aspetterò qui, in questo locale sotto casa e pieno di libri nuovi, che arrivi qualcuno ad occuparsi di me. Una ragazza alta e magra si avvicina pronunciando il mio nome attraverso i denti piccoli un sorriso aperto, e mi chiedo come faccia a ricordarselo; mentre un'altra, che ha invece labbra morbide a sfidare le ossa puntute dei fianchi, mi chiede cosa voglio da bere.
Si muovono sapendo cosa fare, in una danza regolata dagli anni di ritmi familiari.
Mi lascio cadere su un vecchio divano di pelle, stravolta da questa inaspettata ospitalità. Una testa di ricci disordinati arriva con il mio bicchiere, e gli occhi verdi dietro la nebbia degli occhiali mi domandano come sto. Meglio, dico, ma so che non possono capire quanto questo dipenda da loro.
Da un angolo poco illuminato, attraverso la grande vetrata che dà sulla strada, li osservo, fino a che non riconosco l'amico che cercavo.
Mi guarda, ma non mi vede, per qualche secondo. Poi entra e si mette a ridere:
"Di nuovo qui?", mi chiede.
"E dove volevi che andassi?" gli rispondo, mentre lo abbraccio.
Rimane con me, fino a che tutte le luci si spengono ed è ora di andare a dormire.
Il giorno dopo lo passiamo chiusi in casa dal caldo, ma arriva l'ora di andare a lavorare e mi lascia le chiavi augurandomi una buona serata, che decido di passare di nuovo su quel divano sotto casa.
Stessi sorrisi, stessa birra, e la sorpresa di incontrare due ragazze che conosco, con le quali comincio per la prima volta a parlare sul serio: forse per la birra, o per esserci trovate per caso, o perché sto con i piedi nudi sulla pelle consumata del braccioli, che mi sembra di avere appena ritrovato due amiche.
Il tempo passa così, per giorni, lento e comodo come le vacanze dalla scuola, e mi pesa la valigia quando saluto e ringrazio, e faccio le scale per andare via.
Mi fermo un momento in quel posto con l'odore di cuoio dei divani e della colla dei libri; s'è alzato il vento e la porta devono tenerla chiusa con uno sgabello, che però non impedisce alle foglie di entrare attraverso la fessura tra l'infisso e il pavimento.
Sospiro. Spero che cominci una pioggia così forte che non mi faccia andare via, anche se so che non posso più stare qui.
Li saluto piano, uno ad uno, mi guardo intorno perché mi voglio ricordare tutto, e soprattutto, i loro occhi grandi e pieni.
Esco e chiudo la porta, aspetto un attimo di sentire che qualcuno s'è alzato a bloccarla di nuovo alle mie spalle, ed ho un peso tra le costole: di quando hai appena scoperto, andando via, che c'è un posto in cui puoi tornare.
e non so cosa farò, ma persino l'idea di vagare alla ricerca di un letto mi sembra meno faticosa di trascorrere il tempo nella mia stanza in subaffitto a chilometri da qui. Compro da mangiare, risolvendo un problema alla volta, cammino per strade imparate a memoria fino all'appartamento che mi ha ospitata negli ultimi quattordici fine settimana. Aspetterò qui, in questo locale sotto casa e pieno di libri nuovi, che arrivi qualcuno ad occuparsi di me. Una ragazza alta e magra si avvicina pronunciando il mio nome attraverso i denti piccoli un sorriso aperto, e mi chiedo come faccia a ricordarselo; mentre un'altra, che ha invece labbra morbide a sfidare le ossa puntute dei fianchi, mi chiede cosa voglio da bere.
Si muovono sapendo cosa fare, in una danza regolata dagli anni di ritmi familiari.
Mi lascio cadere su un vecchio divano di pelle, stravolta da questa inaspettata ospitalità. Una testa di ricci disordinati arriva con il mio bicchiere, e gli occhi verdi dietro la nebbia degli occhiali mi domandano come sto. Meglio, dico, ma so che non possono capire quanto questo dipenda da loro.
Da un angolo poco illuminato, attraverso la grande vetrata che dà sulla strada, li osservo, fino a che non riconosco l'amico che cercavo.
Mi guarda, ma non mi vede, per qualche secondo. Poi entra e si mette a ridere:
"Di nuovo qui?", mi chiede.
"E dove volevi che andassi?" gli rispondo, mentre lo abbraccio.
Rimane con me, fino a che tutte le luci si spengono ed è ora di andare a dormire.
Il giorno dopo lo passiamo chiusi in casa dal caldo, ma arriva l'ora di andare a lavorare e mi lascia le chiavi augurandomi una buona serata, che decido di passare di nuovo su quel divano sotto casa.
Stessi sorrisi, stessa birra, e la sorpresa di incontrare due ragazze che conosco, con le quali comincio per la prima volta a parlare sul serio: forse per la birra, o per esserci trovate per caso, o perché sto con i piedi nudi sulla pelle consumata del braccioli, che mi sembra di avere appena ritrovato due amiche.
Il tempo passa così, per giorni, lento e comodo come le vacanze dalla scuola, e mi pesa la valigia quando saluto e ringrazio, e faccio le scale per andare via.
Mi fermo un momento in quel posto con l'odore di cuoio dei divani e della colla dei libri; s'è alzato il vento e la porta devono tenerla chiusa con uno sgabello, che però non impedisce alle foglie di entrare attraverso la fessura tra l'infisso e il pavimento.
Sospiro. Spero che cominci una pioggia così forte che non mi faccia andare via, anche se so che non posso più stare qui.
Li saluto piano, uno ad uno, mi guardo intorno perché mi voglio ricordare tutto, e soprattutto, i loro occhi grandi e pieni.
Esco e chiudo la porta, aspetto un attimo di sentire che qualcuno s'è alzato a bloccarla di nuovo alle mie spalle, ed ho un peso tra le costole: di quando hai appena scoperto, andando via, che c'è un posto in cui puoi tornare.
domenica 29 luglio 2007
venerdì 27 luglio 2007
Siamo in democrazia.
Quindi siete liberi di darvi fuoco.
Grazie al Re furbetto per questa geniale intuizione, che m'accompagna in queste giornate di odio misto a istinto omicida.
Forunatamente il progetto di conquistare l'universo si fa sempre più concreto, e vi
suggerisco di approfittare della libertà che ora v'è concessa, come scritto sopra.
Sorridete e divertitevi, poiché Valentina vuol dire aMMMore.
Grazie al Re furbetto per questa geniale intuizione, che m'accompagna in queste giornate di odio misto a istinto omicida.
Forunatamente il progetto di conquistare l'universo si fa sempre più concreto, e vi
suggerisco di approfittare della libertà che ora v'è concessa, come scritto sopra.
Sorridete e divertitevi, poiché Valentina vuol dire aMMMore.
giovedì 26 luglio 2007
mercoledì 25 luglio 2007
Sabato - scorso -
Vengo svegliata alle sei da Enrico che, dopo aver fallito l'ingresso dal balcone, giustamente vorrebbe entrare a casa sua.
Mi alzo, apro, e risvengo sul divano.
Il cellulare squilla alle nove meno un quarto.
Ma cazzo.
E' sabato.
Che poi, manco in settimana e nonostante il lavoro, posso definirmi sveglia a quell'ora lì.
Tant'è, mi avvertono - casomai mi fosse sfuggito - che finalmente è arrivato Harry Potter.
Colaziono e mi dirigo in libreria, dalla quale esco con un mucchio di euro in meno (ma 'sti pound ancora lo reggono il cambio con l'euro?) e sotto un sole che mi costringe a tornare muro muro verso casa.
La giornata si consuma rotolandosi qui e là con gli ospiti occasionali del soggiorno, che a sentirlo detto così sembra il soggiorno di un bordello, mentre, al contrario, è una casa apertissima.
Subito dopo pranzo, cioè verso le 19:
_Andiamo a un concerto?
_Di chi?
_Giuliano Palma e The Bluebeaters.
_Dove?
_A Bosco Albergati.
_(parte il coro)Gratis?
Appurato il sì, partiamo.
Non male, la musica dal vivo è sempre emozionante, anche se per la prima volta realizzo che ai concerti non ballo per il solo motivo che sono troppo concentrata a immaginarmi come ci si sente a cantare davanti a tante persone.
E non nel bagno con il mac appoggiato sul water e Spillo che si lamenta perché non sente la tv. Per dire.
Finisce il concerto comincia il reggae-dj e realizzo per la millessima volta che non ballo perché proprio non mi viene.
Arrivano le quattro, ma ci perdiamo le due:
le componenti francesi si mescolano agli autoctoni, furbescamente entrambe non munite di cellulare.
Senza contare che abbiamo un gravinese iperventilato che continua ad urlare "One more" al dj (che somiglia a Toni Servillo) e che trascina random qualcuno sottopalco.
Due ore solo per ricomporci verso le auto.
Che, si può tornare a casa senza il cornetto?
No.
Quindi tutti felicemente a masticare cibo mentre il mio stomaco mi prende a schiaffi dalla fame e i denti scioperano.
Alle sei, finalmente, casa.
Ma devo comprare il biglietto per tornare a Milano, e di notte il sito di trenitalia funziona peggio che di giorno e si fanno le sette prima di ottenere uno stracazzo di posto.
Non sono tanto le 22 ore e un quarto in piedi, quanto l'assoluta sobrietà, a farmi sentire così stanca.
Mi alzo, apro, e risvengo sul divano.
Il cellulare squilla alle nove meno un quarto.
Ma cazzo.
E' sabato.
Che poi, manco in settimana e nonostante il lavoro, posso definirmi sveglia a quell'ora lì.
Tant'è, mi avvertono - casomai mi fosse sfuggito - che finalmente è arrivato Harry Potter.
Colaziono e mi dirigo in libreria, dalla quale esco con un mucchio di euro in meno (ma 'sti pound ancora lo reggono il cambio con l'euro?) e sotto un sole che mi costringe a tornare muro muro verso casa.
La giornata si consuma rotolandosi qui e là con gli ospiti occasionali del soggiorno, che a sentirlo detto così sembra il soggiorno di un bordello, mentre, al contrario, è una casa apertissima.
Subito dopo pranzo, cioè verso le 19:
_Andiamo a un concerto?
_Di chi?
_Giuliano Palma e The Bluebeaters.
_Dove?
_A Bosco Albergati.
_(parte il coro)Gratis?
Appurato il sì, partiamo.
Non male, la musica dal vivo è sempre emozionante, anche se per la prima volta realizzo che ai concerti non ballo per il solo motivo che sono troppo concentrata a immaginarmi come ci si sente a cantare davanti a tante persone.
E non nel bagno con il mac appoggiato sul water e Spillo che si lamenta perché non sente la tv. Per dire.
Finisce il concerto comincia il reggae-dj e realizzo per la millessima volta che non ballo perché proprio non mi viene.
Arrivano le quattro, ma ci perdiamo le due:
le componenti francesi si mescolano agli autoctoni, furbescamente entrambe non munite di cellulare.
Senza contare che abbiamo un gravinese iperventilato che continua ad urlare "One more" al dj (che somiglia a Toni Servillo) e che trascina random qualcuno sottopalco.
Due ore solo per ricomporci verso le auto.
Che, si può tornare a casa senza il cornetto?
No.
Quindi tutti felicemente a masticare cibo mentre il mio stomaco mi prende a schiaffi dalla fame e i denti scioperano.
Alle sei, finalmente, casa.
Ma devo comprare il biglietto per tornare a Milano, e di notte il sito di trenitalia funziona peggio che di giorno e si fanno le sette prima di ottenere uno stracazzo di posto.
Non sono tanto le 22 ore e un quarto in piedi, quanto l'assoluta sobrietà, a farmi sentire così stanca.
Che freddo, oggi, eh?
Oh I remember the sound
Of your November downtown
And I remember the truth
A warm December with you
But I don't have to make this mistake
And I don't have to stay this way
If only I would wake
Perché non sia mai che si tralasci il massacro psicologico.
Se non vi dice niente, è perché non siete fan di Scrubs.
Se non siete fan di Scrubs, vi manca senso dell'umorismo.
Se vi manca senso dell'umorismo, non dovreste stare qui.
Sillogico, direi.
Buona giornata a tutti voi altri che, invece, state capendo.
Of your November downtown
And I remember the truth
A warm December with you
But I don't have to make this mistake
And I don't have to stay this way
If only I would wake
Perché non sia mai che si tralasci il massacro psicologico.
Se non vi dice niente, è perché non siete fan di Scrubs.
Se non siete fan di Scrubs, vi manca senso dell'umorismo.
Se vi manca senso dell'umorismo, non dovreste stare qui.
Sillogico, direi.
Buona giornata a tutti voi altri che, invece, state capendo.
lunedì 23 luglio 2007
Venerdì.
Esco dall'ufficio due ore dopo esserci entrata, causa inefficienza dell'antidolorifico e degli altri quindici medicinali che ho in corpo.
Vedo sorci a pois e zebre verdi.
Porto il mio regale culo nei pressi dell'amena località di Piazza Napoli, e avendo parcheggiato di fronte al parucchiere, ma soprattutto avendo sugli occhi le mie doppie punte, entro.
Un'ora di attesa al rumore di phon e all'odore acido di tinture, per 5 minuti effettivi di taglio di capelli. Tant'è, il risultato è positivo.
La pressione sale, (reazione tipicamente femminile post messa in piega) e mi compro un biglietto per Modena. Arrivo sulle ginocchia, chiaramente, dato che col caldo la pressione è scesa e la messa in piega è andata a puttane.
Dopo due ore al parco, dove vedo scorrere litri di alcol che non posso avvicinare, approfitto di un passaggio verso casa, afflitta.
Bella sensazione avere le chiavi di casa di qualcun altro e sapere esattamente quale porta apre ognuna. Entrata nel portone sento bussare alle mie spalle, mi volto e vedo un dito medio che copre il sorriso di un amico che mi invita a far due chiacchiere, dato che lavora nell'enolibreria (per essere precisi) sotto casa.
Giusto il tempo di sniffare un Aulin e uccidere uno scarafaggio con il Bref - professional - entrare in questo posto che ancora non conoscevo (non ci si può allontanare dieci giorni che ti cambian le strade, eh). Dato che all'eno non potevo dedicarmi, l'attenzione era sulla libreria, che per il 5o per cento coincide pericolosamente con la mia. C'è pure un divano comodo comodo. E la connessione wi-fi. Chissà quanto vogliono per l'affitto.
Così la smetto di fare la coinquilina part-time, quella che la settimana corta la fa al contrario.
Poi torno a casa, e cerco di dormire.
E invece cazzi, perché...
Vedo sorci a pois e zebre verdi.
Porto il mio regale culo nei pressi dell'amena località di Piazza Napoli, e avendo parcheggiato di fronte al parucchiere, ma soprattutto avendo sugli occhi le mie doppie punte, entro.
Un'ora di attesa al rumore di phon e all'odore acido di tinture, per 5 minuti effettivi di taglio di capelli. Tant'è, il risultato è positivo.
La pressione sale, (reazione tipicamente femminile post messa in piega) e mi compro un biglietto per Modena. Arrivo sulle ginocchia, chiaramente, dato che col caldo la pressione è scesa e la messa in piega è andata a puttane.
Dopo due ore al parco, dove vedo scorrere litri di alcol che non posso avvicinare, approfitto di un passaggio verso casa, afflitta.
Bella sensazione avere le chiavi di casa di qualcun altro e sapere esattamente quale porta apre ognuna. Entrata nel portone sento bussare alle mie spalle, mi volto e vedo un dito medio che copre il sorriso di un amico che mi invita a far due chiacchiere, dato che lavora nell'enolibreria (per essere precisi) sotto casa.
Giusto il tempo di sniffare un Aulin e uccidere uno scarafaggio con il Bref - professional - entrare in questo posto che ancora non conoscevo (non ci si può allontanare dieci giorni che ti cambian le strade, eh). Dato che all'eno non potevo dedicarmi, l'attenzione era sulla libreria, che per il 5o per cento coincide pericolosamente con la mia. C'è pure un divano comodo comodo. E la connessione wi-fi. Chissà quanto vogliono per l'affitto.
Così la smetto di fare la coinquilina part-time, quella che la settimana corta la fa al contrario.
Poi torno a casa, e cerco di dormire.
E invece cazzi, perché...
La lingua batte.
Non ho detto niente in questi giorni, ma solo perché non potevo parlare: troppo male ai denti.
Io lo sapevo - lo sapeeeevo - che sarei stata punita dall'alto per la mia noncuranza, inteso letteralmente come mancanza di cure, nei confronti della mia bocca.
Adesso che finalmente sono in grado di ingurgitare cibo non frullato (anche se due mesi a semolino male non mi avrebbero fatto) riassumo ciò che accadde. Sennò me lo scordo.
Io lo sapevo - lo sapeeeevo - che sarei stata punita dall'alto per la mia noncuranza, inteso letteralmente come mancanza di cure, nei confronti della mia bocca.
Adesso che finalmente sono in grado di ingurgitare cibo non frullato (anche se due mesi a semolino male non mi avrebbero fatto) riassumo ciò che accadde. Sennò me lo scordo.
lunedì 16 luglio 2007
"Mi sto sciogliendo! Addio, mondo crudeeele" [op.cit.]
Ho seguito il consiglio della jena, e sono andata anche io a vedere quale fosse il mio nome ancestrale. (è tutto spiegato su obimaanchenobi.blogspot.com)
Per questo blog è venuto fuori:

Per il fotolog (sì, ho aperto anche quello perché il mio ego era in crisi), l'algoritmo ha dato come risultato:

Adesso, alla neve ansiosa avrei dato anche un senso con il colorito simil morto che mi porto in faccia, all'ansiosa non c'era bisogno di spiegazione.
E che a 'sto punto non so se mischiarli in un'ansiosa tormenta di neve nera; o pensare che sian le facce opposte di Val&Tina.
O che m'aspetta una pioggia di merda.
Ai posteri l'ardua sentenza.
Per questo blog è venuto fuori:
Per il fotolog (sì, ho aperto anche quello perché il mio ego era in crisi), l'algoritmo ha dato come risultato:
Adesso, alla neve ansiosa avrei dato anche un senso con il colorito simil morto che mi porto in faccia, all'ansiosa non c'era bisogno di spiegazione.
E che a 'sto punto non so se mischiarli in un'ansiosa tormenta di neve nera; o pensare che sian le facce opposte di Val&Tina.
O che m'aspetta una pioggia di merda.
Ai posteri l'ardua sentenza.
venerdì 6 luglio 2007
martedì 3 luglio 2007
Gli amici si vedono nel momento del bisogno.
Più o meno alla quinta pipì della giornata (questo lo specifico per Davide, so che ci tiene a saperlo) un pensiero mi ha travolta, facendomi scivolare di mano il rotolo di carta igienica.
Esattamente dalla primavera del 2004, non pronunciavo "Ti amo", per qualcuno che non fossero le mie sorelle.
E invece ieri, l'ho fatto.
Mi sono venute fuori spontaneamente, e pensandoci, sarei pronta a ripeterlo anche oggi.
E con tutta la gente che conosco a chi dovevo dirlo?
Alla ragazza del mio migliore amico.
Che cliché.
Per Vale:
Mi spiace, sai che il nostro amore è impossibile.
E non certo per la presenza di Ico.
Piuttosto per l'assenza di chetelodicoafarepoipassopervolgaritàtuttalaredazionedevepassarepervolgarità.
Mi sei venuta in mente in bagno. Forse perché ci sarebbe davvero bisogno di te, qui.
Esattamente dalla primavera del 2004, non pronunciavo "Ti amo", per qualcuno che non fossero le mie sorelle.
E invece ieri, l'ho fatto.
Mi sono venute fuori spontaneamente, e pensandoci, sarei pronta a ripeterlo anche oggi.
E con tutta la gente che conosco a chi dovevo dirlo?
Alla ragazza del mio migliore amico.
Che cliché.
Per Vale:
Mi spiace, sai che il nostro amore è impossibile.
E non certo per la presenza di Ico.
Piuttosto per l'assenza di chetelodicoafarepoipassopervolgaritàtuttalaredazionedevepassarepervolgarità.
Mi sei venuta in mente in bagno. Forse perché ci sarebbe davvero bisogno di te, qui.
martedì 19 giugno 2007
lunedì 18 giugno 2007
Rottura del silenzio
Bello il concerto, ieri, molto.
Anche la birra.
Anche rimanere a ridere fino alle due e mezzo come tre idioti.
Poi ci voleva proprio un film per addormentarsi, vero?
Mi sveglio bestemmiando e vengo lanciata su un treno dove perdo i sensi appena mi acculazzo.
Ce l'ho fatta, sono qui, lavoro, sono in ufficio.
Adesso devo solo riuscire a tenere gli occhi aperti con le punes.
Anche la birra.
Anche rimanere a ridere fino alle due e mezzo come tre idioti.
Poi ci voleva proprio un film per addormentarsi, vero?
Mi sveglio bestemmiando e vengo lanciata su un treno dove perdo i sensi appena mi acculazzo.
Ce l'ho fatta, sono qui, lavoro, sono in ufficio.
Adesso devo solo riuscire a tenere gli occhi aperti con le punes.
domenica 17 giugno 2007
Il mio regno per un panino.
Fa molto sfigato postare di sabato notte, significa non avere niente altro di meglio da fare. La vera bravura è far credere di essere in un altro posto in modo da giocarsi il fuso orario.
Per dire, io sono connessa wireless dall'aeroporto di Tokyo.
Qui la tecnologia è così avanti.
Tutta la settimana che mi prefiggo di scrivere e invece nulla.
Eppure ce ne sarebbero da dire:
1- Ho raccolto 27 punture di zanzara, solo dalle ginocchia in giù, una delle quali inferta attraverso le converse;
2- Per qualche congiunzione astrale, un sacco di uomini volevano vedermi. Sempre per qualche congiunzione astrale, io non potevo;
3- Ho finalmente finito un libro;
4- Pubblicano un mio racconto;
5- Ho conosciuto della gente molto interessante;
6- Sbronza vince su Sobria per 4 a 2, ma c'è ancora domani;
7- Mi è stato chiesto se mi affeziono alla gente con cui vado a letto. Giuro.
Di solito, li abbandono in autostrada.
Ma non avuto il cuore di dirlo.
Per dire, io sono connessa wireless dall'aeroporto di Tokyo.
Qui la tecnologia è così avanti.
Tutta la settimana che mi prefiggo di scrivere e invece nulla.
Eppure ce ne sarebbero da dire:
1- Ho raccolto 27 punture di zanzara, solo dalle ginocchia in giù, una delle quali inferta attraverso le converse;
2- Per qualche congiunzione astrale, un sacco di uomini volevano vedermi. Sempre per qualche congiunzione astrale, io non potevo;
3- Ho finalmente finito un libro;
4- Pubblicano un mio racconto;
5- Ho conosciuto della gente molto interessante;
6- Sbronza vince su Sobria per 4 a 2, ma c'è ancora domani;
7- Mi è stato chiesto se mi affeziono alla gente con cui vado a letto. Giuro.
Di solito, li abbandono in autostrada.
Ma non avuto il cuore di dirlo.
mercoledì 6 giugno 2007
Mòbastaveramenteperò.
Anna mi guarda e dice: "Ti passo la signora Sandra".
"CHI?", dico io, mentre il telefono squilla e Anna indica le stampe sulla mia scrivania mentre alzo la cornetta.
"Salve, sono Valentina, mi dica".
"Eh, piacere Valentina, sono Sandra. Volevo dirle, sa, che i titoli che ha scritto sono belli, molto precisi".
"Ah, grazie! Sa, avendo a disposizione delle riviste specializzate, ho pensato fosse meglio sfruttare l'occasione scrivendo dei titoli eleganti e ad hoc per le categorie professionali. Non capita spesso un'occasione così."
Sandra dall'altra parte si schiarisce la voce.
"Eh, sì, belli. Ma sa, Il signor Megacapogalattico" - non dice così, ma suona così - "vorrebbe un titolo più generico, un titolo che vada bene per tutte le riviste, in modo da cambiare solo l'immagine a seconda della testata".
Giuro che provo a trattenermi, ma mi vien fuori dallo stomaco un "E che senso ha?" che tento di coprire con un colpo di tosse.
"Mi scusi, Sandra, ma dovendo cambiare l'immagine, a questo punto anche i titoli posso essere diversi, no?".
"Eh, no, sa, noi vogliamo dire che il nostro prodotto è una cartellina raccoglitore, e dai titoli non si capisce bene."
"Sì, lo so. Mi sono permessa di non specificarlo e' perché c'è una foto tutta pagina".
"Eh, ma lei ha scritto che diamo più spazio ai nostri clienti, noi vogliamo dire che c'è più spazio nelle nostre cartelline, che possono raccogliere insieme più documenti: ecco, la parola fondamentale è raccogliere".
Scatta improvviso un corto circuito, i miei neuroni organizzano un sit-in di protesta e mi trovo da sola ad affrontare il nemico.
"Sì, Sandra, mi dica quello che vuole che io scriva e lo scriverò". Ho la voce strozzata, e la vena tappata.
"Eh, allora, sicuramente l'idea di raccogliere, raccoglitore e cartellina".
"Un attimo che me li segno", le dico, prendo una penna e scrivo :raccogliere, appiattimento cerebrale e porcaputtana tutto attaccato. "Benissimo Sandra, entro stasera le mando tutto. Grazie mille e arrivederci".
"Eh, grazie a lei, a presto"
Chiudo di scatto il telefono canticchiando "Eh, e allora vaffanculo".
"CHI?", dico io, mentre il telefono squilla e Anna indica le stampe sulla mia scrivania mentre alzo la cornetta.
"Salve, sono Valentina, mi dica".
"Eh, piacere Valentina, sono Sandra. Volevo dirle, sa, che i titoli che ha scritto sono belli, molto precisi".
"Ah, grazie! Sa, avendo a disposizione delle riviste specializzate, ho pensato fosse meglio sfruttare l'occasione scrivendo dei titoli eleganti e ad hoc per le categorie professionali. Non capita spesso un'occasione così."
Sandra dall'altra parte si schiarisce la voce.
"Eh, sì, belli. Ma sa, Il signor Megacapogalattico" - non dice così, ma suona così - "vorrebbe un titolo più generico, un titolo che vada bene per tutte le riviste, in modo da cambiare solo l'immagine a seconda della testata".
Giuro che provo a trattenermi, ma mi vien fuori dallo stomaco un "E che senso ha?" che tento di coprire con un colpo di tosse.
"Mi scusi, Sandra, ma dovendo cambiare l'immagine, a questo punto anche i titoli posso essere diversi, no?".
"Eh, no, sa, noi vogliamo dire che il nostro prodotto è una cartellina raccoglitore, e dai titoli non si capisce bene."
"Sì, lo so. Mi sono permessa di non specificarlo e' perché c'è una foto tutta pagina".
"Eh, ma lei ha scritto che diamo più spazio ai nostri clienti, noi vogliamo dire che c'è più spazio nelle nostre cartelline, che possono raccogliere insieme più documenti: ecco, la parola fondamentale è raccogliere".
Scatta improvviso un corto circuito, i miei neuroni organizzano un sit-in di protesta e mi trovo da sola ad affrontare il nemico.
"Sì, Sandra, mi dica quello che vuole che io scriva e lo scriverò". Ho la voce strozzata, e la vena tappata.
"Eh, allora, sicuramente l'idea di raccogliere, raccoglitore e cartellina".
"Un attimo che me li segno", le dico, prendo una penna e scrivo :raccogliere, appiattimento cerebrale e porcaputtana tutto attaccato. "Benissimo Sandra, entro stasera le mando tutto. Grazie mille e arrivederci".
"Eh, grazie a lei, a presto"
Chiudo di scatto il telefono canticchiando "Eh, e allora vaffanculo".
martedì 5 giugno 2007
L'avevo detto, io.
Io l'ho sempre detto che la parola idiota è meravigliosamente piena di sfumature.
...
Fu fatta luce e
ci costò
un giorno al mese un po’ di
più
Ignobilmente si cammina
Su una strada secondaria
Capelli d’oro di bambina
Da occhi pieni d’aria
Fiori appassiti a primavera
Sogni nati di settembre
Da una notte troppo nera
Infantili giochi d’ombre
(gira, torna su se stesso / un gioco da bambini / fatto troppo spesso)
ci costò
un giorno al mese un po’ di
più
Ignobilmente si cammina
Su una strada secondaria
Capelli d’oro di bambina
Da occhi pieni d’aria
Fiori appassiti a primavera
Sogni nati di settembre
Da una notte troppo nera
Infantili giochi d’ombre
(gira, torna su se stesso / un gioco da bambini / fatto troppo spesso)
venerdì 1 giugno 2007
venerdì 25 maggio 2007
Ah quel macellaio, lui si che aveva fegato da vendere.
Quando stai male, nulla aiuta di più delle parole di conforto di un vero amico.
Lui merita una menzione speciale.
Grazie, Davide.
http://www.pensierini.net/flash/loituma.swf
eatuzapp arevic aregoll andic aridill andic stendull aripidapidoll aruptapirupi racuricangu cheachiricangu
artzazzai aripidapidill abiristapdil landenlando abaricacta paripari paribiribiribiri stendelando
eabarella stenlan dealo adabareverevedeveduiuvu paresda lella sdenlando
bedaghedaghedaghedododeiado
Lui merita una menzione speciale.
Grazie, Davide.
http://www.pensierini.net/flash/loituma.swf
eatuzapp arevic aregoll andic aridill andic stendull aripidapidoll aruptapirupi racuricangu cheachiricangu
artzazzai aripidapidill abiristapdil landenlando abaricacta paripari paribiribiribiri stendelando
eabarella stenlan dealo adabareverevedeveduiuvu paresda lella sdenlando
bedaghedaghedaghedododeiado
giovedì 24 maggio 2007
Tomorrow will be better.
Cazzo. Sono di nuovo le due.
Pensò, prima di accendersi un'altra sigaretta.
Era sempre così.
Nonostante viaggiasse tutte le settimane, la cosa che proprio riusciva a non farlo dormire erano i cuscini degli alberghi.
O troppo duri, o sottili, o di lana agglomerata in masse informi.
E questa volta aveva dimenticato di infilare il suo in valigia.
Cercò di piegare in due quello che aveva trovato, ma per tenerlo fermo, sarebbe stato costretto a stare fermo anche lui, fissando il soffitto.
E lui dormiva di lato.
Buttò la cenere, poi, tenendo la sigaretta tra le labbra, infilò i pantaloni di cotone leggero, e le scarpe, sempre con la testa leggermente in su e l'occhio destro socchiuso, perché non ci entrasse il fumo.
Uscì dall'albergo.
L'aria era pesante e calda come fosse stata estate, ma non lo era.
Passeggiò piano con lo sguardo basso tra le strade di pietra.
Anche qui. Pensò.
Il rumore cupo e l'odore lo richiamarono lungo i vicoli, che seguì guardando dritto davanti a sé, perché sapeva di averlo trovato.
E lì, la distesa buia e profonda, e viva, d'acqua.
Rimase appoggiato a quella ringhiera arrugginita, una strana coincidenza, pensò, che si affacciava sulla spiaggia.
Anche nel suo paese c'era un posto così.
Ma era dall'altra parte.
Dal lato del mondo dove il sole sorge dalla schiuma bianca, e tutto intorno è immobile, mentre si colora.
Il lastricato carico dell'umido della notte.
Forse troppo sonno, troppo alcol, e troppa velocità. Comunque troppo.
Una frenata inutile e i fari piantati sulla schiena.
In questo posto il giorno ti coglie alle spalle.
Pensò.
E poi smise.
Pensò, prima di accendersi un'altra sigaretta.
Era sempre così.
Nonostante viaggiasse tutte le settimane, la cosa che proprio riusciva a non farlo dormire erano i cuscini degli alberghi.
O troppo duri, o sottili, o di lana agglomerata in masse informi.
E questa volta aveva dimenticato di infilare il suo in valigia.
Cercò di piegare in due quello che aveva trovato, ma per tenerlo fermo, sarebbe stato costretto a stare fermo anche lui, fissando il soffitto.
E lui dormiva di lato.
Buttò la cenere, poi, tenendo la sigaretta tra le labbra, infilò i pantaloni di cotone leggero, e le scarpe, sempre con la testa leggermente in su e l'occhio destro socchiuso, perché non ci entrasse il fumo.
Uscì dall'albergo.
L'aria era pesante e calda come fosse stata estate, ma non lo era.
Passeggiò piano con lo sguardo basso tra le strade di pietra.
Anche qui. Pensò.
Il rumore cupo e l'odore lo richiamarono lungo i vicoli, che seguì guardando dritto davanti a sé, perché sapeva di averlo trovato.
E lì, la distesa buia e profonda, e viva, d'acqua.
Rimase appoggiato a quella ringhiera arrugginita, una strana coincidenza, pensò, che si affacciava sulla spiaggia.
Anche nel suo paese c'era un posto così.
Ma era dall'altra parte.
Dal lato del mondo dove il sole sorge dalla schiuma bianca, e tutto intorno è immobile, mentre si colora.
Il lastricato carico dell'umido della notte.
Forse troppo sonno, troppo alcol, e troppa velocità. Comunque troppo.
Una frenata inutile e i fari piantati sulla schiena.
In questo posto il giorno ti coglie alle spalle.
Pensò.
E poi smise.
lunedì 21 maggio 2007
CaseAutoLibriViaggiChic'èc'èFogliDiGggiornale.
Qualcuno ci salvi da Tiziano Ferro.
Abbiamo fatto una prova, rasentando l'esperimento scientifico:
cinque soggetti, sottoposti ad uno stimolo di soli dieci secondi, hanno modificato il normale comportamento per un tempo osservato di circa quattro ore.
Cinque deficienti che sovrappensiero hanno continuato a canticchiare testi del nostro connazionale.
Chi glieli scrive?
Come fa?
Perché rimaniamo succubi di una un lamento?
Cos'è, masochismo?
Ma soprattutto: perché ANCHE con la Pausini?
Per uscirne abbiamo dovuto ascoltare Marilyn Manson tutta la sera.
Dovevo sfogarmi, chiedo xdono.
Abbiamo fatto una prova, rasentando l'esperimento scientifico:
cinque soggetti, sottoposti ad uno stimolo di soli dieci secondi, hanno modificato il normale comportamento per un tempo osservato di circa quattro ore.
Cinque deficienti che sovrappensiero hanno continuato a canticchiare testi del nostro connazionale.
Chi glieli scrive?
Come fa?
Perché rimaniamo succubi di una un lamento?
Cos'è, masochismo?
Ma soprattutto: perché ANCHE con la Pausini?
Per uscirne abbiamo dovuto ascoltare Marilyn Manson tutta la sera.
Dovevo sfogarmi, chiedo xdono.
sabato 12 maggio 2007
Orca Russa.
Ma no.
Nel senso delle cinque dita.
Ognuna che ha un motivo.
Le ho guardate senza vederle, gli occhiali nel disordine di un comodino impolverato, in una stanza poco illuminata e piena di vestiti.
Ridi, e ridi.
Mentre cerco di capire il colore tra i tuoi occhi, dai tuoi occhi, ai piedi del letto.
Arriva il giorno, e vado via, torno al mio posto pieno di luce.
Nel senso delle cinque dita.
Ognuna che ha un motivo.
Le ho guardate senza vederle, gli occhiali nel disordine di un comodino impolverato, in una stanza poco illuminata e piena di vestiti.
Ridi, e ridi.
Mentre cerco di capire il colore tra i tuoi occhi, dai tuoi occhi, ai piedi del letto.
Arriva il giorno, e vado via, torno al mio posto pieno di luce.
sabato 5 maggio 2007
Spock
Su un treno interregionale in cui manca l'aria e fatico a respirare.
Odore di scarpe bagnate e sudore e un'arancia che è stata appena aperta.
La pianura al di là del finestrino è desolante, non vedere mai il mare è deprimente.
Lo sguardo rientra nello scompartimento, dopo aver selezionato sulla playlist la stessa canzone per la quindicesima volta.
Lui siede nel posto speculare al mio.
Corridoio, così posso allungare le gambe.
Un enorme libro sulle ginocchia che sottolinea con una matita rossa e blu, come quelle delle maestre dei miei ricordi. Mi fa sorridere il fatto che abbia le orecchie leggermente a punta. Capelli crespi e scuri, legati in una coda lenta dietro la testa.
Ciglia molto lunghe. Come le dita delle mani, che sono nodose.
Ora, queste sono due cose che di solito scatenano fantasie su dita che affondano nella carne e sguardi profondi nella mia testa modalità weekend.
Le persone sedute davanti a me scendono ad una fermata grigia in mezzo al nulla. E lui s'avvicina di un posto. Le fantasie partono a alla stessa velocità alla quale il sangue affluisce alle mie guance. Sorrido e mi fingo concentratissima sul giornale.
Una ragazza sistema la valigia sulla rastrelliera, lui si alza per aiutarla, credo io.
E invece solleva leggermente la rosa bianca che, non avevo visto, era poggiata sul suo borsone.
La guarda. E la riposa dov'era.
Le lacrime me le ritrovo sul punto di uscire, assieme al mio sguardo, fuori dal finestrino.
Odore di scarpe bagnate e sudore e un'arancia che è stata appena aperta.
La pianura al di là del finestrino è desolante, non vedere mai il mare è deprimente.
Lo sguardo rientra nello scompartimento, dopo aver selezionato sulla playlist la stessa canzone per la quindicesima volta.
Lui siede nel posto speculare al mio.
Corridoio, così posso allungare le gambe.
Un enorme libro sulle ginocchia che sottolinea con una matita rossa e blu, come quelle delle maestre dei miei ricordi. Mi fa sorridere il fatto che abbia le orecchie leggermente a punta. Capelli crespi e scuri, legati in una coda lenta dietro la testa.
Ciglia molto lunghe. Come le dita delle mani, che sono nodose.
Ora, queste sono due cose che di solito scatenano fantasie su dita che affondano nella carne e sguardi profondi nella mia testa modalità weekend.
Le persone sedute davanti a me scendono ad una fermata grigia in mezzo al nulla. E lui s'avvicina di un posto. Le fantasie partono a alla stessa velocità alla quale il sangue affluisce alle mie guance. Sorrido e mi fingo concentratissima sul giornale.
Una ragazza sistema la valigia sulla rastrelliera, lui si alza per aiutarla, credo io.
E invece solleva leggermente la rosa bianca che, non avevo visto, era poggiata sul suo borsone.
La guarda. E la riposa dov'era.
Le lacrime me le ritrovo sul punto di uscire, assieme al mio sguardo, fuori dal finestrino.
venerdì 20 aprile 2007
Uomini?
Consultando la posta, il link della barra sinistra mi suggerisce un infallibe metodo per conquistare le donne. Ora, io, essendo notoriamente un uomo, diligentemente clicco.
Intro:
Alcuni uomini sono più attraenti di altri in modo naturale. Fino qui, è una sacrosanta verità.
È un dato scientifico legato ai feromoni, ormoni volatili, prodotti naturalmente dai loro corpi che inducono le donne a trovarli attraenti senza nemmeno rendersene conto a livello conscio.
mmmm...ma i feromoni funzionano con la vista? No, perchè io trovo che Woody Allen sia molto attraente pur non avendolo mai annusato.
Probabilmente avrete sentito parlare di feromoni in molti dei più importanti programmi di attualità newsmagazine televisivi. Strano che Porta a Porta non gli abbia dedicato ancora una puntata.
I feromoni potrebbero essere considerati la più grande scoperta scientifica nel campo della sessualità e dell’attrazione umana dell’ultimo secolo.
Allora date il nobel a mia nonna. Lei lo diceva sempre:"L'uomo addà puzzà".
Ora la scienza vi offre la possibilità di rendere questo campo da gioco uguale per tutti. Più donne per tutti, amen.
XXXX è un profumo che contiene una miscela altamente concentrata di feromoni umani, destinato a rendere coloro che lo indossano più attraenti agli occhi delle donne.
Possiamo garantire con assoluta certezza che farete molto più sesso dopo aver iniziato a utilizzare XXXX? No. Ma sicuramente inizierete a notare che molte più donne di ogni tipo ed età vi sorridono più spesso, cercano il vostro sguardo, iniziano a parlarvi, addirittura flirtano con voi. Per ogni cosa ci deve pur essere un inizio. Benissimo. Quindi ora rischio di abbassare ancora di più il livello medio. Già mi accoppio con persone dall'aspetto discutibile, adesso spero che abbiano quantomeno un aspetto.
Ma non è finita:
Che cosa ci si può aspettare quando si inizia a utilizzare XXXX? Devo dirlo?
* Più sguardi, interesse e sorrisi da donne di ogni età Non mettiamo limite alla provvidenza.
* Più appuntamenti e occasioni di fare sesso Compreso con la boccetta da 100ml, un elenco di indirizzi.
* Rinvigorimento dei rapporti in corso Ma se uno la donna ce l'ha, che se lo spruzza a fare?
* Sesso più appassionato Io toglierei appassionato.
* Un effetto positivo e rilassante sulle persone che vi circondano Vorrei leggere l'elenco completo degli ingredienti.
* Approcci più frequenti dalle donne Ricordiamo, di tutte le età!
* Maggior rispetto a livello subconscio e attenzione da parte degli altri nei
vostri confronti Non da parte degli altri, solo dei vostri amici maschi.
Che dire di più?
Chi fosse interessato, può chiedermi il link.
Ma sappiate che girerò la vostra mail a tutti i miei contatti.
Intro:
Alcuni uomini sono più attraenti di altri in modo naturale. Fino qui, è una sacrosanta verità.
È un dato scientifico legato ai feromoni, ormoni volatili, prodotti naturalmente dai loro corpi che inducono le donne a trovarli attraenti senza nemmeno rendersene conto a livello conscio.
mmmm...ma i feromoni funzionano con la vista? No, perchè io trovo che Woody Allen sia molto attraente pur non avendolo mai annusato.
Probabilmente avrete sentito parlare di feromoni in molti dei più importanti programmi di attualità newsmagazine televisivi. Strano che Porta a Porta non gli abbia dedicato ancora una puntata.
I feromoni potrebbero essere considerati la più grande scoperta scientifica nel campo della sessualità e dell’attrazione umana dell’ultimo secolo.
Allora date il nobel a mia nonna. Lei lo diceva sempre:"L'uomo addà puzzà".
Ora la scienza vi offre la possibilità di rendere questo campo da gioco uguale per tutti. Più donne per tutti, amen.
XXXX è un profumo che contiene una miscela altamente concentrata di feromoni umani, destinato a rendere coloro che lo indossano più attraenti agli occhi delle donne.
Possiamo garantire con assoluta certezza che farete molto più sesso dopo aver iniziato a utilizzare XXXX? No. Ma sicuramente inizierete a notare che molte più donne di ogni tipo ed età vi sorridono più spesso, cercano il vostro sguardo, iniziano a parlarvi, addirittura flirtano con voi. Per ogni cosa ci deve pur essere un inizio. Benissimo. Quindi ora rischio di abbassare ancora di più il livello medio. Già mi accoppio con persone dall'aspetto discutibile, adesso spero che abbiano quantomeno un aspetto.
Ma non è finita:
Che cosa ci si può aspettare quando si inizia a utilizzare XXXX? Devo dirlo?
* Più sguardi, interesse e sorrisi da donne di ogni età Non mettiamo limite alla provvidenza.
* Più appuntamenti e occasioni di fare sesso Compreso con la boccetta da 100ml, un elenco di indirizzi.
* Rinvigorimento dei rapporti in corso Ma se uno la donna ce l'ha, che se lo spruzza a fare?
* Sesso più appassionato Io toglierei appassionato.
* Un effetto positivo e rilassante sulle persone che vi circondano Vorrei leggere l'elenco completo degli ingredienti.
* Approcci più frequenti dalle donne Ricordiamo, di tutte le età!
* Maggior rispetto a livello subconscio e attenzione da parte degli altri nei
vostri confronti Non da parte degli altri, solo dei vostri amici maschi.
Che dire di più?
Chi fosse interessato, può chiedermi il link.
Ma sappiate che girerò la vostra mail a tutti i miei contatti.
Venghino, siori, venghino.
Mercoledì 18 aprile 2007
Mi sono messa una maglia gialla per attirare l'attenzione, ma soprattutto perché è identica alle stanghette dei miei occhiali.
Adesso sembra che sia a pois.
Ma sono moscerini.
Così imparo.
mercoledì 18 aprile 2007
Mi sono messa una maglia gialla per attirare l'attenzione, ma soprattutto perché è identica alle stanghette dei miei occhiali.
Adesso sembra che sia a pois.
Ma sono moscerini.
Così imparo.
mercoledì 18 aprile 2007
Non je ne regrette rien.
Argh.
Dovrei evitare di frequentare le stazioni nei weekend.
Un po' perchè i miei treni sono sempre in ritardo, un po' per quell'odore di vagone che ti si appiccica sulla pelle peggio del fritto cinese - nei famosi ChinaPatata -.
Per poi vagare tra colline e strade sul fiume.
Un bacio leggero di labbra che si sfiorano per ricordarsi di volersi bene, per dirsi che un po' si mancheranno, augurarsi buon viaggio.
Ovunque tu scelga di andare.
Dovrei evitare di frequentare le stazioni nei weekend.
Un po' perchè i miei treni sono sempre in ritardo, un po' per quell'odore di vagone che ti si appiccica sulla pelle peggio del fritto cinese - nei famosi ChinaPatata -.
Per poi vagare tra colline e strade sul fiume.
Un bacio leggero di labbra che si sfiorano per ricordarsi di volersi bene, per dirsi che un po' si mancheranno, augurarsi buon viaggio.
Ovunque tu scelga di andare.
venerdì 13 aprile 2007
Grazie, chiunque voi siate.
Scopro in questo momento che esiste un'a-mena località denominata "Vergate su membro".
Propongo un trasloco di/da massa (e questa è per voi, mie piccole amiche), in occasione del sottolinkato evento. Occhio, il post è quello del sei aprile.
http://vergatesulmembro.splinder.com/
Si organizzano pullman.
Sconto comitive.
Propongo un trasloco di/da massa (e questa è per voi, mie piccole amiche), in occasione del sottolinkato evento. Occhio, il post è quello del sei aprile.
http://vergatesulmembro.splinder.com/
Si organizzano pullman.
Sconto comitive.
mercoledì 11 aprile 2007
martedì 10 aprile 2007
venerdì 6 aprile 2007
domenica 18 marzo 2007
Sunday morning and silent shadows.
Odio le domeniche mattine. Di solito.
Invece alzarsi per andare a fare colazione, e bere un cappuccino coperto di cannella. Passare dieci minuti a togliere tutta l'uva passa dalla brioche, perchè sempre meglio che mangiare mermellata di fragole. E comprare libri al chilo. Giuro, al chilo.
E' fantastico.
Invece alzarsi per andare a fare colazione, e bere un cappuccino coperto di cannella. Passare dieci minuti a togliere tutta l'uva passa dalla brioche, perchè sempre meglio che mangiare mermellata di fragole. E comprare libri al chilo. Giuro, al chilo.
E' fantastico.
venerdì 16 marzo 2007
Semplice divertimento.
Umpf.
Sono mesi che mi impongo di scrivere qualcosa, e sono mesi che non mi do ascolto. Brava, io.
Fortunati, voi.
Fortunati, voi.
giovedì 8 marzo 2007
Che bella giornata
Mi sono alzata presto, addirittura cinque minuti prima che cominciassero a suonare le (tre) sveglie che avevo puntato.
Ho lanciato della roba in valigia senza guardare, il bello di tornare a casa che trovo sempre qualcosa da mettere, e che al massimo sono autorizzata a rubare i vestitini tutti fiorellini-audrey hepburn della mamma senza che i miei amici mi prendano a randellate.
Sono uscita di casa saltellante e colorata, con la valigia al seguito e la "borsallegra" (con 73 spille attaccate).
Decido di fare colazione aspettando che il mio collega passi a prendermi.
La barista, guardando la borsa, mi chiede se -per caso- colleziono spille.
"No. E' che nella tasca interna c'ho una calamita di sette chili e mi si attaccano mentre cammino, non immagini che noia"
Questo le avrei risposto normalmente, ma ero di buon umore e quindi mi sono voltata verso di lei con il sorriso fino alle orecchie dicendo "Sììììììììììììì".
Arrivo alla conclusione che ridere aiuta le relazioni sociali.
Ho lanciato della roba in valigia senza guardare, il bello di tornare a casa che trovo sempre qualcosa da mettere, e che al massimo sono autorizzata a rubare i vestitini tutti fiorellini-audrey hepburn della mamma senza che i miei amici mi prendano a randellate.
Sono uscita di casa saltellante e colorata, con la valigia al seguito e la "borsallegra" (con 73 spille attaccate).
Decido di fare colazione aspettando che il mio collega passi a prendermi.
La barista, guardando la borsa, mi chiede se -per caso- colleziono spille.
"No. E' che nella tasca interna c'ho una calamita di sette chili e mi si attaccano mentre cammino, non immagini che noia"
Questo le avrei risposto normalmente, ma ero di buon umore e quindi mi sono voltata verso di lei con il sorriso fino alle orecchie dicendo "Sììììììììììììì".
Arrivo alla conclusione che ridere aiuta le relazioni sociali.
giovedì 8 febbraio 2007
Babi nei miei sogni.
La nostra armonia è formata da una lotta dei toni,
dall'equilibrio perduto,
dal venir meno dei princìpi,
da inattesi rulli di tamburo,
da grandi interrogativi,
da un tendere apparentemente senza scopo,
impulsi e nostalgie apparentemente incoerenti,
catene e legami spezzati che riducono la molteplicità all'unità,
contrasti e contraddizioni.
Wassily Kandinsky
dall'equilibrio perduto,
dal venir meno dei princìpi,
da inattesi rulli di tamburo,
da grandi interrogativi,
da un tendere apparentemente senza scopo,
impulsi e nostalgie apparentemente incoerenti,
catene e legami spezzati che riducono la molteplicità all'unità,
contrasti e contraddizioni.
Wassily Kandinsky
martedì 6 febbraio 2007
Op. Cit.
Bene, se mi dici che ci trovi anche dei fiori in questa storia, sono tuoi
ma è inutile cercarmi sotto il tavolo,
ormai non ci sto più
ho preso qualche treno, qualche nave,
qualche sogno, qualche tempo fa
Ricordi che giocavo coi tuoi occhi nella stanza, e ti chiamavo mia,
e inoltre la coperta all'uncinetto, c'era il soffio della tua pazzia
e allora la tua faccia vietnamita ricordava tutto quel che ho.
E adesso puoi richiuderti nel bagno a commentare le mie poesie
però stai attenta a tendermi la mano,
perché il braccio non lo voglio più
mia madre è sempre lì che si nasconde dietro i muri
e non si trova mai
e i fiori nella vasca sono tutto quel che resta e quel che manca,
tutto quel che hai
e puoi chiamarmi ancora amore mio
E qualche volta aspettami sul ponte, i miei amici sono tutti là
con lunghe sciarpe nere ed occhi chiari, hanno scelto la semplicità
se Luigi si sporge verso l'acqua sono solo fatti suoi
E ancora mille volte, mille anni, ci scommetto, mi ringrazierai
per quel sorriso ladro e per i giochi, i mille giochi che sapevi già
e ancora mi dirai che non vuoi essere cambiata, che ti piaci come sei
Però non mi confondere con niente e con nessuno, e vedrai...
niente e nessuno ti confonderà
soltanto l'innocenza nei miei occhi, c'è nè già meno di ieri, ma che male c'è
le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via
magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai
e puoi chiamarmi ancora amore mio
Francesco De Gregori, Bene.
ma è inutile cercarmi sotto il tavolo,
ormai non ci sto più
ho preso qualche treno, qualche nave,
qualche sogno, qualche tempo fa
Ricordi che giocavo coi tuoi occhi nella stanza, e ti chiamavo mia,
e inoltre la coperta all'uncinetto, c'era il soffio della tua pazzia
e allora la tua faccia vietnamita ricordava tutto quel che ho.
E adesso puoi richiuderti nel bagno a commentare le mie poesie
però stai attenta a tendermi la mano,
perché il braccio non lo voglio più
mia madre è sempre lì che si nasconde dietro i muri
e non si trova mai
e i fiori nella vasca sono tutto quel che resta e quel che manca,
tutto quel che hai
e puoi chiamarmi ancora amore mio
E qualche volta aspettami sul ponte, i miei amici sono tutti là
con lunghe sciarpe nere ed occhi chiari, hanno scelto la semplicità
se Luigi si sporge verso l'acqua sono solo fatti suoi
E ancora mille volte, mille anni, ci scommetto, mi ringrazierai
per quel sorriso ladro e per i giochi, i mille giochi che sapevi già
e ancora mi dirai che non vuoi essere cambiata, che ti piaci come sei
Però non mi confondere con niente e con nessuno, e vedrai...
niente e nessuno ti confonderà
soltanto l'innocenza nei miei occhi, c'è nè già meno di ieri, ma che male c'è
le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via
magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai
e puoi chiamarmi ancora amore mio
Francesco De Gregori, Bene.
venerdì 2 febbraio 2007
In conclusione.
Dirigendomi verso l'auto, parcheggiata - mea culpa - a metà tra l'asfalto e un'aiuola,
trovo la degna conclusione della giornata sottoscritta.
Da lontano, vedo qualcosa attaccato allo sportello sinistro.
C'è umidità, magari un foglio di giornale svolazzante s'è appiccicato lì.
Mi avvicino. E' uno scottex. Sulla maniglia.
C'è della roba scura, tutta intorno.
"Ma Guarda questo stronzo, ha pestato una merda e me l'ha lasciata sull'auto",
penso, mentre osservo la toppa della chiave.
E invece no.
Mi rendo conto che il foglio è stato scientificamente incastrato nell'incavo della maniglia. Volontariamente.
E solo dopo aver spalmato tutto intorno la migliore espressione dell'amata bestiola.
Che minimo è un bobtail, data la quantità.
Essere donna è anche sapere che in borsa hai sempre un pacco di fazzoletti.
Faccio il necessario per evitare di guidare con un chilo di merda al mio fianco, ma preferisco entrare dall'altra parte. Ed eccolo arrivare.
Un vecchietto con la faccia dura e incavata, il bavero alzato di un cappotto nero, mi fissa.
Leggo nei suoi occhi il disappunto. Non aveva calcolato l'altro sportello.
Dà uno strattone al guinzaglio: Stupido cane, la prossima volta devi sforzarti di più.
trovo la degna conclusione della giornata sottoscritta.
Da lontano, vedo qualcosa attaccato allo sportello sinistro.
C'è umidità, magari un foglio di giornale svolazzante s'è appiccicato lì.
Mi avvicino. E' uno scottex. Sulla maniglia.
C'è della roba scura, tutta intorno.
"Ma Guarda questo stronzo, ha pestato una merda e me l'ha lasciata sull'auto",
penso, mentre osservo la toppa della chiave.
E invece no.
Mi rendo conto che il foglio è stato scientificamente incastrato nell'incavo della maniglia. Volontariamente.
E solo dopo aver spalmato tutto intorno la migliore espressione dell'amata bestiola.
Che minimo è un bobtail, data la quantità.
Essere donna è anche sapere che in borsa hai sempre un pacco di fazzoletti.
Faccio il necessario per evitare di guidare con un chilo di merda al mio fianco, ma preferisco entrare dall'altra parte. Ed eccolo arrivare.
Un vecchietto con la faccia dura e incavata, il bavero alzato di un cappotto nero, mi fissa.
Leggo nei suoi occhi il disappunto. Non aveva calcolato l'altro sportello.
Dà uno strattone al guinzaglio: Stupido cane, la prossima volta devi sforzarti di più.
mercoledì 31 gennaio 2007
Buongiorno.
Apro gli occhi e non vedo nulla. Milano è coperta da una coltre di nebbia.
Mi butto sotto la doccia. L'acqua diventa gelida nel momento in cui sto lavando via lo shampoo.
Non ho il tempo di lisciare i capelli, e con l'umidità che c'è, sarebbe inutile. Sembro il leone della metro goldwyn mayer.
Arrivo all'auto, ma è bloccata da un fuoristrada. Coerentemente in doppia fila.
E questo è solo l'inizio.
Mi butto sotto la doccia. L'acqua diventa gelida nel momento in cui sto lavando via lo shampoo.
Non ho il tempo di lisciare i capelli, e con l'umidità che c'è, sarebbe inutile. Sembro il leone della metro goldwyn mayer.
Arrivo all'auto, ma è bloccata da un fuoristrada. Coerentemente in doppia fila.
E questo è solo l'inizio.
venerdì 26 gennaio 2007
Addio e grazie per tutto il pesce.
Addio e grazie per il pesce,
anche se in fondo ci rincresce,
la vita a volte va così...
L’intelligenza che c’è in voi
non vi ha mai reso come noi,
non c’è rispetto verso le cose belle...
Vi salutiamo e grazie
per tutto il pesce!
Il mondo si distruggerà
la colpa è vostra e si sa
e tanti lo sapevano già (già da un anno)
La pesca qui è tragica
è fuori da ogni logica,
ma molti di voi non sono cattivi affatto...
Addio addio addio addio addio!
Addio addio addio addio addio!
Vi salutiamo e grazie per tutto il pesce!
Io in testa ho un pallino
Posso avere un pesciolino?
Una cosa vorrei far
Imparare a cantare
Ah! Che gioia infinita,
tutti nell’oceano della vita...
Addio addio addio addio addio!
Addio addio addio addio addio!
Vi salutiamo e grazie per tutto il pesce!
Da "Guida galattica per autostoppisti".
Il miglior modo di cominciare una giornata.
giovedì 25 gennaio 2007
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)







